{"id":8,"date":"2014-05-20T15:51:53","date_gmt":"2014-05-20T13:51:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviocicchi.com\/pizzachef\/?page_id=8"},"modified":"2014-12-20T13:50:28","modified_gmt":"2014-12-20T12:50:28","slug":"biografia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.silviocicchi.com\/pizzachef\/biografia\/","title":{"rendered":"Biografia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Silvio Cicchi<\/strong><\/p>\n<div class=\"su-heading su-heading-style-default su-heading-align-center\" id=\"\" style=\"font-size:20px;margin-bottom:20px\"><div class=\"su-heading-inner\">Memorie di un pizzaiolo\u2026. \u201cper caso\u201d.<\/div><\/div>\n<p>Tutto ebbe inizio nel 1976, in una delle solite cene del personale di una pizzeria, nella quale lavoravo come lavapiatti: la classica cena prima del servizio, dove cuochi, pizzaioli, camerieri e lavapiatti si siedono insieme a cena e parlano, ridono e scherzano. Il pizzaiolo del locale, un tale \u201cMaestro\u201d Gennaro, di chiare origini napoletane, dell&#8217;et\u00e0 di quasi 70 anni, mi chiese: <strong><em>\u201cVuoi imparare a fare le pizze?.\u201d <\/em><\/strong>Istintivamente risposi si. Forse, chiss\u00e0, lo feci solo per non contraddirlo, visto che era lui il titolare della pizzeria.<\/p>\n<p>In tutti i giorni seguenti, dal momento che avevo accettato l\u2019incarico, affiancai il \u201cMaestro\u201d Gennaro nel suo lavoro di pizzaiolo. Mi ordinava (\u201cconsigliava\u201d, secondo lui): fai questo, fai quello. Iniziai pian piano a fare qualche semplice focaccia, che veniva servita come pane ai clienti della pizzeria.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 puntualmente la stagione estiva; la citt\u00e0 inizi\u00f2 a riempirsi di turisti e, all\u2019improvviso, una sera, al lavoro, mi comunicarono una terrorizzante notizia: il \u201cmaestro\u201d Gennaro si sentiva troppo vecchio per lavorare un\u2019 altra intera stagione e&#8230;. mi disse: \u201c<strong><em>Ora dovrai portare avanti tu il lavoro della pizzeria<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Ricordo benissimo la prima sera che iniziai, da solo, nella cucina del locale: uno dei primi giorni di giugno. Ricordo con molto imbarazzo le grandi risate che si fecero i camerieri e i clienti del locale nel vedere che le pizze che sfornavo erano di tante e diverse forme &#8230;..<strong>ma nessuna era rotonda<\/strong>. A fine serata, completamente demoralizzato per come erano andate le cose, vidi apparire il \u201cMaestro\u201d Gennaro; mi aspettavo dei rimproveri (i famosi \u201cconsigli\u201d), che, con un filo di voce, invece, con mia grande sorpresa, mi disse: \u201c<strong><em>Bravo, i clienti hanno apprezzato le tue pizze<\/em><\/strong>\u201d. Poi, allontanandosi, mi disse: \u201c<strong><em>Non preoccuparti<\/em><\/strong>;,&#8230;&#8230;&#8230;.<strong><em>sulla forma ci lavoreremo<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Tutto il resto \u00e8 storia!!!<\/p>\n<p>Ancora oggi, quando realizzo le \u201cmie\u201d pizze, mi accade ancora di sfornarne qualcuna che non \u00e8 perfettamente rotonda; ma si tratta, stavolta, di una mia scelta!; mi sono reso conto che nella cucina ci vuole anche fantasia e creativit\u00e0. Le combinazioni e gli accostamenti dei cibi e delle pizze sono infiniti. Come infiniti sono i gusti e le preferenze dei clienti. Ogni tanto, oltre alle classiche pizze, propongo esperimenti e creazioni mie personali. E\u2019 un diritto-dovere del pizzaiolo; come gli stilisti, come i pittori, i poeti, gli scrittori. In fondo, senza presunzione, ho sempre ritenuto che il mio lavoro faccia parte di un\u2019arte che si sviluppa costantemente e che si debba affinare quotidianamente.<\/p>\n<p>Avrei tante altre cose ed autentici aneddoti da aggiungere e da raccontare. Mi riprometto di farlo prossimamente.<\/p>\n<p>Mi sento, comunque, di poter dare un consiglio: nella vita e nel lavoro sono indispensabili i <strong>sacrifici<\/strong> e la <strong>volont\u00e0<\/strong>; ma essi non possono prescindere dalla <strong>passione<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_95\" aria-describedby=\"caption-attachment-95\" style=\"width: 140px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.silviocicchi.com\/pizzachef\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/sc.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-95\" src=\"http:\/\/www.silviocicchi.com\/pizzachef\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/sc-225x300.jpg\" alt=\"Silvio Cicchi Executive Pizza Chef\" width=\"140\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.silviocicchi.com\/pizzachef\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/sc-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.silviocicchi.com\/pizzachef\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/sc.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 140px) 100vw, 140px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-95\" class=\"wp-caption-text\">Silvio Cicchi Executive Pizza Chef<\/figcaption><\/figure>\n[RICH_REVIEWS_SNIPPET]\u00a0<a style=\"color: #41a62a;\" title=\"Rate and review\" href=\"http:\/\/www.silviocicchi.com\/pizzachef\/rate-review\/\">Rate &amp; review<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvio Cicchi Tutto ebbe inizio nel 1976, in una delle solite cene del personale di una pizzeria, nella quale lavoravo come lavapiatti: la classica cena prima del servizio, dove cuochi, pizzaioli, camerieri e lavapiatti si siedono insieme a cena e parlano, ridono e scherzano. 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