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Pizza Napoletana In Cile

Pizza Napoletana In Cile. Questa volta ho una vera specialità internazionale da farvi assaggiare. L’iscritto al nostro corso professionale di pizzaiolo di questa settimana è il Sig. Fernando proveniente da Santiago CILE.

Dopo avere steso e steso centinaia di pizze, ha voluto preparare la pizza napoletana. Fino a qui nulla di strano. Durante la preparazione che ho filmato (Vedi video in basso) mi ha spiegato che a Santiago quando si ordina una pizza napoletana, ti preparano:

Pizza Napoletana In Cile
Pizza Napoletana In Cile

Pomodoro, mozzarella, pomodoro crudo a fette, prosciutto cotto e olive nere.

Dopo avere attentamente steso l’impasto per pizza ben lievitato, Fernando ha aggiunto il pomodoro, la mozzarella, ha disposto con cura il pomodoro a fette sulla mozzarella quindi ha aggiunto il prosciutto cotto. Per finire qualche oliva nera. Ha infornato per 4 minuti a 300 gradi e… la pizza napoletana come viene servita in Cile è pronta.

Niente male; molto buona. Ogni paese adatta la pizza alla propria cultura. Noi Italiani non siamo abituati a servire pomodoro a fette su una base di pomodoro, ma molti altri paesi lo fanno. Conosco una azienda Mac Americana che mette il pomodoro a fette ovunque.

Di seguito il video del Signor Fernando che prepara la pizza “napoletana” come viene servita in Cile, Fernando, una volta terminato il corso di pizzaiolo presso la nostra scuola, aprirà la propria pizzeria a Santiago in Cile.

Pizza Napoletana In Cile

VIDEO

 

 

 

 

Pizza Napoletana In Cile

Se sei approdato su questo sito perché cercavi la classica pizza napoletana, clicca qui.

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Se desideri guardare altre video ricette, le trovi tutte sul mio canale YouTube.

 

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Pizza All’Oppio

Pizza All’Oppio. É di qualche mese fa la strabiliante notizia di un ristoratore Cinese che per combattere la crisi ha iniziato a servire spaghetti all’oppio con una salsa di papaveri triturati. Tutto sembrava funzionare bene per il brillante ristoratore che vedeva i suoi clienti uscire dal proprio locale, soddisfattti e con il sorriso sulle labbra, fino a quando uno dei suoi clienti è stato fermato ad un posto di blocco antidroga, ed arrestato per uso di sostanze stupefacenti.

Ora, un buon pizzaiolo dalla mente distorta (come la mia) ha immediatamente pensato come potere applicare lo stesso principio alla nostra amata pizza!!Cosa non si farebbe per vedere il proprio locale pieno di clienti ogni sera!

Pizza All'Oppio
Panini con semi di papavero

Pizza All’Oppio

Senza rischiare di essere arrestati, un modo del tutto naturale ci sarebbe:

Secondo la EFSA che è la European Food Safety Authority (Link a fondo pagina), i semi di papavero, molto usati in panificazione, in pasticceria e in pizzeria, contengono oppio.

Sempre la EFSA dichiara che l’uso dei semi di papavero come ingrediente nella preparazione di cibi (quindi anche pizze) può determinare una ingestione di significative dosi di morfina, in speciale modo su una fascia di popolazione come i bambini da 3 a 10 anni.

I semi di papavero che vengono ricavati dal Papaver somniferum L., vengono già largamente usati in cucina in molti paesi Europei, tra cui la nostra Italia, con essi si preparano tantissimi dolci e prodotti da forno, sulle focacce e in molti piatti in cucina come ingrediente, oltre ad essere usati per la produzione di olio edibile.

Pizza All'Oppio
Una focaccia con semi di papavero

Sebbene i semi non contengano alcaloidi, essi possono essere contaminati quando le stesse piante subiscono attacchi di parassiti, oppure durante la delicata fase della raccolta. L’ingestione di questi semi contaminati può causare effetti avversi riferibili al contenuto di morfina, con conseguente possibilità di misurare alti livelli di questo alcaloide nelle urine e nel sangue, sufficienti per interferire con i moderni test antidroga.

La Commissione Europea, sempre attraverso l’EFSA ha dato inizio ad una verifica sui possibili rischi per la salute umana che possono essere dati dal consumo dei semi di papavero.

Il principale alcaloide contenuto dai semi contaminati è la morfina, seguiti da codeina, tebaina, noscapina e papaverina. L’ingestione di queste sostanze causa effetti avversi che agiscono sul sistema nervoso centrale e periferico, causando sedazione, sonnolenza e difficoltà respiratorie. La papaverina invece, agisce come miorilassante.

In ogni caso, il contenuto di alcaloidi nei semi di papavero puo venire drasticamente abbattuto fino al 90% semplicemente trattando i semi. In parole povere una volta cotti perdono tutte le loro proprietà che sballano.

Pizza All'Oppio
Focaccia con cipolle e semi di papavero

Pizza All’Oppio

Quindi cari amici pizzaioli, se volete dei clienti felici, che lasciano il vostro locale con il sorriso, e …tornano a trovarvi per altre pizze ai semi di papavero… 🙂 dovete aggiungerli crudi sulla pizza.

Il rischio di diventare tossico dipendenti mangiando pizze su pizze in quantità esagerata è davvero improbabile, ma con certezza darà un risultato positivo agli oppiacei durante un qualsiasi test antidroga. Casi simili sono già avvenuti, non solo in Cina, anche in Italia.

Fonte: EFSA – European Food Safety Authority “Scientific Opinion on the risks for public health related to the presence of opium alkaloids in poppy seeds”

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Olio di Semi di Canapa Sulla Pizza

 

Olio di Semi di Canapa Sulla Pizza. Nessun altro alimento in natura è in grado di fornire un equilibrio così ottimale tra omega 3 e omega 6. Proprio questa è la maggiore differenza tra l’olio di semi di canapa e gli altri oli commercializzati. In ogni caso, il consumo di questo tipo di olio non deve sostituire completamente quello dell’olio di oliva che è indispensabile per il suo apporto di omega 9.

Olio di Semi di Canapa Sulla Pizza
Olio di semi di canapa

Se amiamo il nostro corpo, dovremmo assumere un cucchiaio di olio di oliva e un cucchiaino di olio di canapa al giorno, in questo modo avremo il giusto apporto di tutti gli acidi grassi.

Rispetto agli altri oli vegetali, quello di semi di canapa contiene solo una bassa quantità di acidi grassi saturi, contiene inoltre acido gamma linoleico che è estremamente importante per il nostro equilibrio ormonale e la regolazione dei lipidi.

Gli acidi grassi contenuti in questo olio, favoriscono sviluppo di occhi, pelle, cervello, sistema nervoso e circolatorio, ma possiede tante altre proprietà:

Vitamina A, Vitamine B, C, P ed E. Tutto questo significa che aumenta le nostre difese immunitarie, agisce contro la stanchezza, mantiene sana pelle, capelli,mucose, ottimo rinforzo contro le infezioni polmonari e contro tutti i problemi cardiovascolari.

E’ inoltre ricchissimo di sali minerali come potassio, fosforo, calcio, ferro e magnesio.

Olio di Semi di Canapa Sulla Pizza
Olio di canapa

Olio di Semi di Canapa Sulla Pizza

Un team dell’università del Minnesota dopo recenti studi ha verificato che l’alto contenuto di cannabinoidi garantisce un ottimo miglioramento delle attività cognitive. Assolutamente fantastico per i diabetici, grazie al suo alto contenuto di fitosteroli, abbassa in tempi record i livelli di colesterolo LDL e totale, riducendo il rischio di trombosi.

Provvidenziale per la nostra pelle: assunto per bocca o applicato localmente, cura le dermatiti secche e atopiche, psoriasi, herpes, eczemi e tutte le infiammazioni localizzate.

Recenti studi hanno inoltre evidenziato che c’è uno stretto legame tra malattie metaboliche, arteriosclerotiche e cardiovascolari e la assunzione di acidi grassi saturi e transaturi (idrogenati), se assunto giornalmente l’olio di canapa ci protegge persino da questo tipo di malattie.

Infine, è stata già dimostrata l’efficacia di questo olio per la cura di altre patologie: artrosi, diabete, artrite reumatoide, sindromi neurologiche e ginecologiche e depressione.

Olio di Semi di Canapa Sulla Pizza
Proprietà olio di canapa

Olio di Semi di Canapa Sulla Pizza

In pizzeria

Un filo di olio di semi di canapa aggiunto ad una pizza appena sfornata da un profumo ed un sapore eccezionale. Aggiungetelo ad una pizza con rucola, oppure semplicemente sopra una focaccia per dare ai vostri capolavori, un gusto unico!!

Studi pubblicati sul Journal of Clinic and Experimental Neuropsychology

Fonti:

http://www.expocannabis.uy/

https://modin.org/relazioni-periodiche/

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Oliera in Pizzeria

Oliera in Pizzeria. C’era una volta….tanti anni fa un attrezzo inseparabile del Pizzaiolo. L'”Oliera in rame”. Ricordo con immensa gioia questo affascinante attrezzo contenente olio extra vergine di oliva.
Ogni pizzeria ne possedeva uno diverso.

Oliera in Pizzeria

Oliera in Pizzeria
Oliera in Pizzeria
Oliera in Pizzeria
Oliera in rame stagnato
Oliera in Pizzeria
Oliera classica
Oliera in Pizzeria
Oliera in Pizzeria

Questi attrezzi solitamente in rame stagnato erano in se oggetti preziosi dal valore inestimabile.
Tutti, ma dico proprio tutti i pizzaioli lo usavano per aggiungere alla pizza appena sfornata il tocco di olio extra vergine di oliva a rilasciare i profumi della terra e dei suoi frutti. L’aggiunta di olio extra vergine di oliva è importante, come è importante l’aggiunta delle foglie di basilico fresche.
Girando per le pizzerie nei giorni odierni, noto con dispiacere che la vecchia oliera in rame è scomparsa, a volte sostituita da queste moderne e scure bottiglie di vetro dal collo lungo, in altri casi, l’olio non viene aggiunto affatto a fine cottura, per timore di ungere troppo la pizza.

Oliera in Pizzeria

Devo ammettere che ho provato anche io ad usare la bottiglia di olio extra vergine al posto della classica oliera in rame, ma con pessimi risultati, la quantità di olio che fuoriesce dal beccuccio della bottiglia è irregolare e si corre il rischio di versarne troppo sulla pizza.
Totalmente differente è l’uso dell’oliera in rame, dal beccuccio lungo e sottile, distribuisce giusto un filo di olio in modo uniforme sulla superfice della pizza.
Se proprio non volete spendere per una oliera in rame, vi consiglio una di queste moderne oliere in acciaio.
Oliera a becco 1/2 litro acciaio

Fanno anche loro il lavoro in maniera egregia, non scolano l’olio lungo i bordi quindi non sporca il vostro piano di lavoro, dal prezzo davvero abbordabile disponibile su Amazon
Pizzaioli di tutto il mondo…..tornate a lavorare con la vecchia e classica oliera in rame stagnato, oppure con la più moderna oliera in acciaio e aggiungete il tocco di olio “buono” sulla pizza, i clienti vi ringrazieranno.
Ti piacerebbe fare la pizza a casa tua come un esperto pizzaiolo? Iscriviti al nostro corso professionale online. Clicca qui.
ramaio oliera

Olio di oliva sulla pizza.

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La pizza si mangia con le mani o con le posate?

La pizza si mangia con le mani o con le posate?

Ogni volta che ci sediamo a tavola in pizzeria con degli amici, parenti o perfetti sconosciuti, ci troviamo di fronte al solito dubbio: Sto facendo bene a mangiare la pizza con le mani o sarebbe meglio usare il coltello e la forchetta?

Diamo una veloce ripassata a quello che ci suggerisce il “bon ton”, le buone maniere dello stare seduti a tavola.

Fortunatamente, per mangiare la pizza è sufficiente seguire alcuni semplici accorgimenti:

La pizza al trancio si mangia con le mani, mentre la pizza al piatto va rigorosamente consumata con coltello e forchetta.

Mentre durante il consumo di pizza al trancio non ci sono regole da seguire, a parte quella di non parlare con la bocca piena :-), per la pizza al piatto e l’uso delle posate rivediamo insieme velocemente come dobbiamo comportarci.

La pizza si mangia con le mani o con le posate?

La posizione delle posate a tavola durante una pausa e a fine pasto.

La posizione di pausa

La pizza si mangia con le mani o con le posate
La pizza si mangia con le mani o con le posate

Se durante il pranzo desiderate fare una pausa, per bere o per altri motivi, si devono lasciare le posate nella posizione seguente:

Coltello a ore 16 con la lama rivolta verso il centro del piatto

Forchetta a ore venti con le punte rivolte verso il basso a toccare la punta del coltello.

Posizione delle posate quando avrete finito di mangiare:

La pizza si mangia con le mani o con le posate
La pizza si mangia con le mani o con le posate

A fine pranzo disponete le posate nel piatto ad ore 18:30, il coltello a destra con la lama rivolta verso il centro del piatto e la forchetta alla sua sinistra con le punte verso l’alto.

Su questa posizione di fine pranzo purtroppo, alcuni galatei non concordano e suggeriscono la posizione ad ore 14:10 ed addirittura altri consigliano di posizionare le posate ad ore 15:15.

Personalmente suggerisco a tutti di adottare la posizione ad ore 18:30 per un motivo ben preciso: Il cameriere quando sparecchierà toglierà il piatto dalla vostra destra, quindi lasciare le posate alla posizione ad ore 15:15 sarebbero di intralcio al cameriere con il rischio che esse possano accidentalmente cadere sul vostro vestito, sui vostri pantaloni o la gonna.

La pizza si mangia con le mani o con le posate
La pizza si mangia con le mani o con le posate

La pizza si mangia con le mani o con le posate?

Queste regole del galateo ahimè non sono uguali in tutti i paesi. Sapevate che in Inghilterra e in Francia le forchette vanno sempre appoggiate nel piatto con la punta rivolta verso il basso? Tutto ebbe inizio nel 1714 quando Re Giorgio d’Inghilterra durante un pranzo reale si infuriò per le notizie riportate da un messo reale e battendo fortemente con i pugni nel piatto fece volare pericolosamente la forchetta. Da allora si decise di modificare la posizione della forchetta rivolgendo le punte di essa verso il basso, poi nel corso degli anni la moda contagiò anche la vicina Francia.

Altra regola del galateo che andrebbe sempre rispettata è quella di non incrociare mai le posate. Non ha niente a che vedere con la sfortuna, ma a Sant’Andrea che condannato, scelse di morire su una croce a forma di X rifiutandosi di morire allo stesso modo in cui morì Gesù. Da allora si evita di ricordare la crudele storia evitando di disporre le posate a croce nel piatto.

Un ultimo consiglio sulle buone maniere del sedersi a tavola: non appoggiate mai le posate con la punta sul piatto e il manico sulla tovaglia. Esse vanno sempre deposte in equilibrio dentro al piatto.

Per tutti quelli che non hanno alcuna intenzione di seguire le buone maniere quando sono seduti a tavola, ricordo che disporre le posate in un determinato modo invece che in un altro, aiuta il personale di sala a svolgere il proprio lavoro egregiamente e più velocemente senza inutili perdite di tempo.

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I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza

I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza

I peperoncini e la classifica della piccantezza…. A dirvi la verità avrei preferito chiamare questo post con un titolo completamente diverso, mi piaceva di più “Perchè mangiamo il peperoncino?” ma la scelta come al solito è ricaduta sulle parole chiavi che più spesso vengono cercate su Big G ovvero il famoso motore di ricerca più usato al mondo.

I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza
I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza

I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza

Proprio qualche settimana fà, aprendo la pagina di ricerca non ho potuto fare a meno di notare il nuovo “doodle” di Google dedicato a Wilbur Scoville (1865) che è l’inventore della scala usata ancora oggi per misurare il grado di piccantezza dei peperoncini. Wilbur Scoville nato negli stati uniti 151 anni fà, lavorava in una casa farmaceutica alla produzione di un nuovo tipo di balsamo, quando ebbe la brillante idea di eseguire un test sulla piccantezza dei peperoncini. Il test chiamato “test organolettico di Scoville” prevedeva la diluizione dell’estratto di peperoncino in una soluzione a base di acqua e zucchero. Coadiuvato da un gruppo di assaggiatori,veniva diluito con ulteriore aggiunta di zucchero fino a quando non veniva considerato totalmente privo di piccantezza. Proprio in base alle necessarie diluizioni e alla quantità di capsicina contenuta nei diversi tipi di peperoncino, Scoville fu in grado di classificare la piccantezza.

I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza
Carolina Reaper

I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza

Secondo Scoville un peperone dolce non contiene capsicina, quindi ha un valore zero, Figura invece al livello più alto la capsicina pura con 16 milioni.

Fino ad oggi il grado più alto della scala è occupato dal “Carolina Reaper” proveniente dal sud Carolina ottenuto in serra da un incrocio tra diversi peperoncini, con un valore di 2 milioni Scoville. Questo peperoncino non è assolutamente commestibile, il solo contatto con la pelle lascia visibili scottature.

Altri peperoncini di uso comune giusto per farvi un idea dei valori di questa scala di piccantezza non arrivano a 100.000.

La paprica non arriva neanche a 900

Quello che solitamente consideriamo potentissimo…Il Jalapeno può variare dai 3000 ai 10.000 e il Cayenne si aggira intorno alle 50.000 unità.

Il comunissimo e diffuso peperoncino rosso di razza Calabrese usato comunemente in Italia per i nostri spaghetti aglio olio e peperoncino oppure per le nostre pizze, supera appena le 15.000 unità.

Oggi per misurare il grado di piccantezza dei peperoncini si usa un metodo diverso, un procedimento chimico chiamato cromatografia liquida, che ci permette di scoprire la quantità di alcaloidi come la capsicina che sono contenuti nei diversi tipi di peperoncino, Potrà sembrarvi strano, ma il risultato moderno ottenuto è ancora molto simile se paragonato alla scala di Scoville.

I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza
I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza

I Peperoncini e La Classifica Della Piccantezza

Finalmente siamo arrivati alla parte che reputo più interessante:

Perchè mangiamo cibo piccante?

Se provate a chiedere a qualcuno la sensazione che prova nel mangiare il peperoncino, molti vi risponderanno che è perfettamente paragonabile ad un vero e proprio dolore. La risposta è davvero corretta, visto che il cibo piccante ingerito provoca al nostro palato una vera e propria simulazione di dolore, irritazione e ustione. In parole semplici, i nervi mandano un segnale di allarme per avvisarci che il nostro palato stà bruciando. Quindi perchè si prova gusto nel mangiare peperoncino?

Per il famoso psicologo Paul Rozin la risposta è semplicissima ed è la stessa che spiega anche perchè facciamo delle attività che apparentemente sembrerebbero insensate come il lanciarsi con il paracadute o lanciarsi da un ponte legati ad un elastico.

Agli uomini piace moltissimo godere di situazioni in cui il corpo lancia segnali di allarme mentre sanno che nella realtà è tutto ok.

Gradazione Scoville

Tipo di peperoncino

15.000.000 – 16.000.000

Diidrocapsaicina, Capsaicina pura

8.800.000 – 9.100.000

Nordiidrocapsaicina

6.000.000 – 8.600.000

Omodiidrocapsaicina, Omocapsaicina

2.500.000 – 5.300.000

Spray al peperoncino in uso alla polizia

2.000.000 – 2.200.000

Carolina Reaper

1.067.286 – 2.000.231

Trinidad Scorpion Moruga, Trinidad Scorpion Butch Taylor, Naga Viper, Infinity Chili, Spray al peperoncino di uso comune

855.000 – 1.041.427

Naga Morich, Naga Dorset, Seven Pod (o Seven Pots)

876.000 – 970.000

Bhut Jolokia (noto anche come Ghost Chili), Naga Jolokia (Ibrido)

350.000 – 855.000

Habanero Red Savina, Indian Tezpur

100.000 – 350.000

Habanero, Jamaican Hot, Bird’s Eye (noto anche come “Piripiri”, “Pilipili”, “African Devil”)

50.000 – 100.000

Scotch Bonnet, Santaka, Chiltecpin, Rocoto, Thai Pepper (noto anche come Thai Dragon),

30.000 – 50.000

Ají, Cayenne, Tabasco, Piquin

15.000 – 30.000

Chile de Arbol, Calabrese, Manzano

5.000 – 15.000

Peter Pepper, Serrano, Jalapeño

2.500 – 5.000

Mirasol, Chipotle, Poblano

1.500 – 2.500

Sandia, Cascabel, NuMex Big Jim, NuMex Suave

1.000 – 1.500

Ancho, Anaheim, Pasilla Bajio, Española

100 – 1.000

Mexican Bell, Cherry, New Mexico Pepper, Peperone, Paprica

0 – 100

Peperone dolce, Pimento (Pimenta dioica), Paprica dolce

 

Nei corsi professionali per pizzaiolo che offriamo abitualmente nella nostra scuola di pizza, il peperoncino sulla pizza e il peperoncino abbinato allo street food è parte integrante del programma. Se desiderate saperne di più visitate la pagina della nostra scuola di pizza.

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Come si fa l'olio di oliva

Come si fa l’olio di oliva

Come si fa l’olio di oliva. Non mi stancherò mai di ricordarvi che “la pizza è un piatto povero”, quindi usate pochi ingredienti ma buoni.

Come si fa l'olio di oliva
Come si fa l’olio di oliva

Vista l’importanza che ricopre l’olio di oliva come condimento sulla pizza e nell’impasto della pizza, vedi gli articoli “olio nell’impasto della pizza” e “La maglia glutinica della pizza” potreste fare come me che acquisto la mia scorta di olio extra vergine di oliva direttamente da un frantoio locale, dove si ha l’assoluta certezza di trovare un olio prodotto da olive esclusivamente locali e che sia di qualità.

Come si fa l'olio di oliva
Come si fa l’olio di oliva

Come si fa l’olio di oliva

Una giornata all’Oleificio Fiobo.

Ho fatto visita ad un frantoio locale, l’oleificio FIOBO, l’ultima volta che ci ero stato in visita, era circa 40 anni fà.

In 40 anni il frantoio è cambiato molto, mentre prima c’era una donna a defogliare il carico di olive da molire, adesso tutto il lavoro è fatto a macchina. Dove prima lavoravano due possenti uomini al carico dei fisoli, oggi c’è una macchina automatica che svolge completamente il lavoro manuale con estrema semplicità. L’unica cosa che sembra non sia affatto cambiata è la qualità dell’olio fatto da olive provenienti esclusivamente dal territorio circostante.

Come si fa l'olio di oliva
Come si fa l’olio di oliva

Come si fa l’olio di oliva

Come avrete modo di osservare dal video, al frantoio il lavoro inizia presto il mattino.

Arrivano le olive da molire e entra in funzione la defogliatrice.

L’oleificio Fiobo per produrre il proprio olio extra vergine di oliva usa ancora il vecchio metodo tradizionale della spremitura a freddo.

Come si fa l'olio di oliva
Come si fa l’olio di oliva

Le olive vengono molite da grandi macine di pietra di granito. Questo processo naturale mantiene inalterati i profumi tipici delle olive che provengono da questa area geografica.

L’impasto ottenuto dalla molitura viene spalmato su dei dischi chiamati fisoli

I fisoli sovrapposti uno sull’altro vengono messi in presse per la spremitura, fase che avviene molto lentamente per non alterare il gusto dell’olio.

Come si fa l'olio di oliva
Come si fa l’olio di oliva

Il liquido oleoso ottenuto dalla spremitura viene centrifugato per ricavare l’olio extra vergine di oliva.

Avete mai assaggiato una bruschetta con l’olio appena spremuto? Una indescrivibile sensazione di gusti fruttati, dal retrogusto leggermente amarognolo dal colore verde scuro ancora leggermente torbido. Divino!!

Come si fa l'olio di oliva
Come si fa l’olio di oliva

Il video ha una durata di 10 minuti.

Buona visione.

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il cappello da pizzaiolo

Il Cappello da Pizzaiolo

Compagno inseparabile di tutti i pizzaioli, il cappello è il simbolo della fierezza anche se erroneamente è visto da qualcuno come una costrizione. Che tipo di cappello indossate al lavoro? La storia del cappello da cucina è molto antica, risalente addirittura al 1829.

il cappello da pizzaiolo
il cappello da pizzaiolo

Come ben sapete (spero), la bravura di uno chef non si misura dall’altezza del cappello da cucina che indossa, Alto o basso che esso sia è spesso una semplice questione di comodità di lavoro. Mi è capitato alcune volte di lavorare in ristoranti con una cappa di aspirazione bassa, quindi era impossibile lavorare con un cappello alto. In pizzeria è sconsigliato usare un cappello alto per via del lavoro caratteristico del pizzaiolo che, dovendosi chinare spesso a raccogliere la legna per alimentare il forno, non riuscirebbe a tenere in equilibrio il cappello alto, quindi con il passare degli anni sono stati sempre in numero maggiore i pizzaioli che hanno indossato la bustina o la pratica bandana. Personalmente uso la bustina di carta, super igienica usa e getta, sempre stirata alla perfezione e assorbe anche il sudore. In alternativa alla carta è molto usato il tessuto non tessuto.

il cappello da pizzaiolo
Bustina da Pizzaiolo

La cosa invece che ritengo molto importante è che qualsiasi forma abbiate scelto, e di qualsiasi materiale sia esso fatto, non dimenticate che il colore della cucina è il BIANCO. In cucina, a parte i pantaloni che possono essere neri o gessati, la giacca e il cappello devono essere bianchi. Capisco perfettamente che ci si sporca facilmente, ma….pazienza, quando vi sporcate, vi cambiate.

Il Cappello da Pizzaiolo Conclusione

Toque, retina, cuffietta, bandana, bustina di carta, di cotone o di tessuto non tessuto, ma basta che sia bianco.

il cappello da pizzaiolo
il cappello da pizzaiolo

Se desideri saperne di più sulla touqe blanche “il cappello da cuoco” puoi consultare wikipedia cliccando su questo link.

il cappello da pizzaiolo
il cappello da pizzaiolo

Spero di non essermi attirato tutte le ire di quelli che indossano la bandana per somigliare ad un famoso cantante, con i capelli che spuntano fuori, oppure di quelli che hanno comprato (ancora peggio) il cappello colorato abbinato ai risvolti delle tasche del grembiule. CUCINA/PIZZERIA=BIANCO!!!!.

Se volete diventare dei veri esperti nel fare la pizza a casa vostra per voi e per i vostri ospiti, vi suggerisco di iscrivervi al nostro corso professionale di pizzaiolo ONLINE. Clicca qui.

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Caratteristiche Olio di Oliva

Caratteristiche Olio di Oliva

Caratteristiche Olio di Oliva. Dal colore verde al colore giallo paglierino, il sapore fresco che richiama frutta e verdura, speziato, dolce o amaro, forte o delicato, il suo gusto è praticamente determinato da diversi fattori naturali e ambientali.

Questa diversità di aromi, rende l’olio di oliva perfetto per qualsiasi tipo di cucina. I popoli del sud Europa, primi utilizzatori, detenevano il record del tasso più basso di malattie cardiovascolari praticando la dieta mediterranea.

Caratteristiche Olio di Oliva
Caratteristiche Olio di Oliva

L’Olio si distingue in 3 principali categorie in base al grado di acidità e alla sua purezza:

Caratteristiche Olio di Oliva

  • Olio Extra Vergine di Oliva

L’unico olio vegetale ottenuto con la sola pressione, senza alcuna manipolazione e senza additivi chimici. Contiene vitamine E A K D che hanno proprietà antiossidanti ed effetto protettivo sulle cellule dell’organismo. Livello di acidità inferiore al 1%.

  • Olio Vergine di Oliva

Come l’Olio Extra Vergine di Oliva non è raffinato ed ha un grado di acidità pari circa al 2%

  • Olio d’Oliva

E’ composto da olio di oliva raffinato al quale viene aggiunto olio di oliva vergine per migliorarne il gusto. Ha un grado di acidità massimo del 1,5%.

  • Olio di Sansa

E’ Costituito dalla sansa(residui di lavorazione dai quali viene estratto olio tramite un processo chimico)al quale viene aggiunto olio extra vergine di oliva in maniera non chiaramente indicata.

Caratteristiche Olio di Oliva
Caratteristiche Olio di Oliva

Caratteristiche Olio di Oliva

E’ costituito prevalentemente da acidi grassi momoinsaturi, polifenoli, vitamina E e betacarotene. L’utilizzo costante favorisce un abbassamento del colesterolo cattivo LDL ed un innalzamento di quello buono HDL aiutandoci a prevenire malattie cardiovascolari e artereosclerosi.

Per la pizza usate esclusivamente Olio Extra Vergine di Oliva.

Vuoi saperne di più sull’olio? Vai su wikipedia

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Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria.Se cercando su Google sei approdato su questa pagina, molto probabilmente sei un ristoratore oppure sei in cerca di idee per scrivere il menù della tua pizzeria o ristorante.

Non è mia intenzione fatti perdere del tempo prezioso, quindi ti pongo immediatamente una domanda: Se sei il classico ristoratore che pensa che il menù sia esclusivamente un foglio di carta dove scrivere i piatti e i prezzi del proprio ristorante, passa immediatamente ad un altro articolo su qualche altro sito.

Se invece sei un RISTORATORE, non posso che augurarti una buona lettura.

Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria
Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Durante i miei 40 anni di lavoro nella ristorazione mi sono sempre maggiormente convinto che qualunque cosa venga fatta nella propria attività commerciale con incertezza e approssimazione porterebbe inevitabilmente conseguenze spiacevoli per il proprio locale.

Una pizzeria o un ristorante deve impegnarsi a dare una esperienza piacevole ai propri clienti. Ogni piccola cosa è influente nel fare percepire al nostro cliente questo tipo di esperienza.

Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Cosa fare e come comportarsi:

Vi capiterà spesso di andare a fare spesa in qualche grande supermercato, pensate veramente che i prodotti siano messi sugli scaffali a caso?

E’ bene sapere che esiste una vera e propria specializzazione che si occupa di questo specifico campo, si chiama Menù Engineering e proprio in base a questa scienza si sono sperimentate molteplici strategie affinchè si possa vendere di più e fare in modo di aumentare i propri profitti.

Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria
Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Non sto assolutamente dicendo che dovrete ingannare i vostri futuri clienti, ma semplicemente dovete usare il vostro menù come un vero e proprio strumento di vendita.

Ecco quindi alcuni consigli su Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Nel vostro menù dovete assolutamente trasmettere quello che è l’identità del vostro locale commerciale.

E’ importantissimo descrivere le cose che vi rendono unici e caratteristici rispetto a tutti gli altri.

Nel menù della vostra attività commerciale non deve assolutamente mancare la storia del locale e della vostra gestione famigliare o generazionale.

Scrivete nel menù delle storie o aneddoti che possano in qualche modo fare capire ai vostri clienti la filosofia di lavoro della vostra pizzeria o ristorante.

Perchè avete scelto il nome del vostro ristorante? Scrivetelo nel vostro menù.

Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Un errore comune fatto da tutti i ristoratori è la trascuratezza o la incapacità di descrivere i piatti del menù in un modo persuasivo. Non è corretto scrivere semplicemente il nome del piatto e il prezzo, il vostro cliente sarà costretto a chiedervi come è fatto!!! Una semplice “cenerentola” pizza ai funghi e rucola, potrebbe trasformarsi in una deliziosa “Pizza al profumo di bosco su un letto di rughetta fresca con aggiunta di aceto balsamico invecchiato 10 anni con Parmigiano DOP stagionato 12 mesi”. Stessa pizza servita da sempre, ma molto più attraente e sicuramente più buona della precedente.

Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria
Come Scrivere Correttamente il Menù Della Tua Pizzeria

Chi si occupa di marketing conoscerà sicuramente uno dei “Guru” di questo settore che si chiama Al Ries e vorrei riportarvi una delle sue frasi che sembra fatta appositamente per tutti quelli che stanno per scrivere il menù del proprio locale: Il marketing non è una guerra tra prodotti, ma semplicemente una battaglia tra le percezioni.

Non fate un menù di centinaia di pagine, sappiate che secondo le statistiche ogni cliente passa mediamente solo 90 secondi a leggere il menù e fare la propria scelta.

Scrivete il vostro menù in maniera semplice ed intuitiva.

Il menù è l’immagine del vostro locale, quindi usate un linguaggio persuasivo per invogliare i vostri clienti, nel caso di una trattoria usate termini familiari e dialettali, se invece siete una pizzeria mettete in risalto la qualità e l’eleganza delle vostre pizze.

Indicate solo e sempre cose vere, segnalate sul menù se fate uso di prodotti surgelati per non incorrere in un reato di frode commerciale.

Proponete una lista di pizze il più possibile originali, che non sia inutilmente ampia e dispersiva.

Se avete deciso di stampare personalmente il vostro menù, usate un buon programma di videoscrittura come OpenOffice che è completamente gratuito.

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